The Wild Web

Progetto dei Rotary Club Novara Val Ticino, capo fila, i Rotary Club Novara, Novara San Gaudenzio, Novara Antonelli in collaborazione con la Fondazione Comunità Novarese ONLUS e con il contributo del Distretto.

Il Progetto per Tommaso nasce nel 2010, con lo scopo di combattere il bullismo e il cyberbullismo. Si propone di accompagnare gli studenti in una navigazione internet sempre più sicura e di educarli al corretto utilizzo degli strumenti informatici, attraverso il lavoro dei peer educator nelle scuole.

I numeri del successo del Progetto parlano da sé: dal 2010 sono stati coinvolti otto istituti novaresi. Ad oggi il numero di peer educator formati supera i 1.000 e il numero totale di studenti raggiunti è di circa 15.000. Negli ultimi  anni, anche alcune scuole medie del territorio hanno richiesto l’intervento dei peer educator, essendo ormai evidente che l’età a rischio per l’utilizzo di strumenti informatici sia drasticamente scesa. In questi anni il progetto ha ottenuto numerosi riconoscimenti sia tra i ragazzi che lo citano sempre insieme alle esperienze svolte, sia tra gli esperti del settore che sono entrati in contatto con metodologie e risultati.

Per il prossimo anno scolastico 2020/21 ci si propone di dare continuità alla formazione avviata, centrando l’attenzione sull’educazione all’utilizzo positivo dei device digitali: social network, chat e videoconferenze hanno infatti permesso a giovani e adulti, in seguito alle restrizioni dovute all’epidemia di Covid-19, di mantenere gran parte dei rapporti sociali extra-famigliari. La fase di peer education potrà essere svolta in presenza e/o a distanza a seconda delle prescrizioni che saranno in vigore.

Per approfondire

“The Wild Web” 2019: Progetto per Tommaso ancora in prima linea contro bullismo e cyberbullismo

“Anche quest’anno i tre Rotary Club novaresi, grazie anche al prezioso contribuito del Distretto Rotary 2031, hanno finanziato il District Grant “Progetto per Tommaso The Wild Web 2019” – affermano Carla Occhetta Presidente Rotary Club Val Ticino di Novara, Paolo Cattaneo Presidente Rotary Club Novara e Fabio Magnoni Presidente Rotary Club Novara San Gaudenzio – Rivolgiamo un sentito ringraziamento alla Fondazione Comunità Novarese Onlus e al Presidente Cesare Ponti per il costante supporto a questo nostro progetto di rilevanza sociale, in cui crediamo fortemente. Siamo convinti che continuando a lavorare sui giovani si possa fare la differenza e affrontare questo problema nel modo più efficace”.

Torna l’appuntamento con “The Wild Web”, momento di dibattito e riflessione inserito tra le iniziative del Progetto per Tommaso; progetto promosso da Rotary Club Val Ticino di Novara, realizzato da ASL Novara – Dipartimento Materno Infantile e sostenuto da FCN. Per l’edizione 2019, come lo scorso anno, il programma sarà articolato su tre giornate, grazie alla sinergia dei tre Rotary Club di Novara (Rotary Club Val Ticino, Rotary Club Novara e Rotary Club Novara San Gaudenzio) e del Distretto Rotary 2031.

Il Progetto per Tommaso nasce nel 2010, con lo scopo di combattere il bullismo e il cyberbullismo, accompagnando gli studenti in una navigazione internet sempre più sicura ed educando al corretto utilizzo degli strumenti informatici, attraverso il lavoro dei peer educators nelle scuole.

I numeri del successo del Progetto parlano da sé: dal 2010 sono stati coinvolti otto istituti novaresi: il Liceo Scientifico Antonelli, l’IIS Pascal di Romentino, il Liceo Classico e Linguistico Carlo Alberto, il Liceo Artistico Musicale e Coreutico Casorati, il Liceo delle Scienze Umane Bellini, l’Istituto Tecnico Mossotti, l’Istituto Tecnico Industriale Omar e l’Istituto Tecnico Industriale G. Fauser. Ad oggi il numero di peer educators formati è di 1.027 e il numero totale di studenti raggiunti è di 13.684. Negli ultimi anni, anche alcune scuole medie del territorio hanno richiesto l’intervento dei peer educators coinvolgendo oltre 2.000 studenti più giovani; essendo ormai evidente che l’età a rischio per l’utilizzo di smartphone e di altri strumenti informatici sia drasticamente scesa.

«Il Progetto per Tommaso in questi anni – commenta il Presidente FCN Cesare Ponti – ha ottenuto numerosi riconoscimenti sia tra i ragazzi che lo citano sempre insieme alle esperienze più significative svolte in questo ambito, sia tra psicologi ed esperti del settore che sono entrati in contatto con metodologie e risultati del Progetto. La Fondazione è fermamente convinta della necessità di azioni attivate direttamente su ragazzi sempre più giovani che, stando anche ai fatti di cronaca, sono quelli potenzialmente più in pericolo. Abbiamo riscontrato, già lo scorso anno, come attività in classe che mettano “sul tavolo” la questione e stimolino gli allievi a esprimere emozioni e vissuto, siano una chiave molto efficace per affrontare il problema e, in futuro, tentare di combatterlo sul nascere. Quest’anno, poi, portare il “Progetto per Tommaso” anche fuori dalle aule e organizzare nel centro città un “laboratorio digitale” peri più piccoli è, sicuramente, una nuova, interessante possibilità di riflettere sulla problematica, alla luce del sole».

 Diversi, insomma, i livelli di successo del “Progetto per Tommaso”, nei suoi nove anni di vita.

«Psicologi ed esperti di settore, entrati in contatto con il Progetto, hanno scelto di diventare testimoni diretti della sua validità – chiude Susanna Borlandelli – e numerosi sono i peer che, anche dopo il conseguimento del diploma, restano in contatto con i docenti referenti e con le operatrici dell’ASL, confermando il rapporto di fiducia e di cooperazione instaurato. Il “Progetto per Tommaso” comincia, inoltre, ad essere conosciuto anche fuori dal suo ambito territoriale. Occasioni importanti per mostrare i nostri risultati ma anche per conoscere altre realtà impegnate nella costruzione di una Rete come luogo positivo e sicuro e per far riflettere i ragazzi sul ruolo attivo e responsabile che, in questo, ciascuno (di loro) deve avere».

Fondazione Comunità Novarese Onlus e al Presidente Cesare Ponti per il costante supporto a questo nostro progetto di rilevanza sociale, in cui crediamo fortemente. Siamo convinti che continuando a lavorare sui giovani si possa fare la differenza e affrontare questo problema nel modo più efficace”.