Progetto Neet

Progetto del Rotary Club Valle Mosso, capo fila, con i Rotary Club di Biella, Valsesia e Martigny, il Distretto 1990 del Vallese (Svizzera), investitori privati, con il finanziamento in Global Grant della Rotary Foundation e con un ulteriore finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, in collaborazione con l’agenzia “Filo da Tessere”.

Il progetto, che copre l’area della provincia di Biella e della Valsesia, ha varato un’azione biennale per il recupero dei cosiddetti “Neet” (i giovani che hanno abbandonato gli studi, non cercano lavoro), un fenomeno sociale ed economico che si è sviluppato in Italia e in tutta Europa.

Questi giovani, che sono persi per il sistema economico-lavorativo, hanno poco supporto dal sistema sociale con la conseguenza che, non avendo più aspettative per il futuro, entrano in un’atmosfera di sfiducia, isolamento ed esclusione.

L’obiettivo finale del progetto è di aiutarli accompagnarli verso il ritorno ad un ambiente attivo, attraverso lo studio o la formazione professionale.

Il progetto ha coinvolto 83 giovani tra i 18 e i 29 anni, selezionati attraverso un’analisi per valutare le loro qualità personali per avviarli ad uno stage lavorativo o reinserirli nella scuola.

La formulazione del progetto ha richiesto la partecipazione ad alcuni giorni di seminario, gestiti dalla Fondazione Zancan, per soddisfare le modalità di formulazione, l’identificazione degli obiettivi, le fasi operative e la ricaduta sociale dell’intera iniziativa. I soci dei Club promotori stanno svolgendo un ruolo attivo di coordinamento e controllo delle attività.

Per approfondire

Progetto NEET

Il Rotary Club Valle Mosso ha varato un ambizioso progetto grazie al quale ha intrapreso un’azione per il recupero, sociale ed economico, dei cosiddetti “Neet”, acronimo inglese che definisce i giovani che hanno abbandonato gli studi, non cercano lavoro e non seguono neppure corsi di formazione professionale. In collaborazione con l’agenzia “Filo da Tessere”, braccio operativo dell’iniziativa, che ha già collaborato in passato a un progetto del genere nell’area di Trivero sviluppato per la famiglia Zegna, è stato sviluppato un progetto di Gloibal Grant, poi approvato e finanziato, insieme ai Rotary Club di Biella, Valsesia e Martigny, club contact di Valle Mosso e al Distretto 1990 del Vallese in Svizzera. Il past president Paolo Piana, con la preziosa assistenza tecnica del socio Fulvio Morezzi, ha coinvolto anche investitori privati varando quindi un progetto biennale portato avanti anche dal suo successore Giorgio Rovero, che a sua volta ha partecipato a un bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, ottenendo un ulteriore finanziamento per portare avanti ancora nel prossimo futuro l’iniziativa, modulata sul territorio biellese. Di fatto, anche se si tratta di progetti diversi, l’iniziativa “Futuro Giovani”, legata alla successiva “Seminare Comunità 2.0”, ha dato vita a un progetto triennale che potrà consentire di lavorare su un gruppo molto ampio di questi giovani per avviarli a un attività più produttiva per loro stessi, le loro famiglie e la comunità locale.

Il progetto copre l’area della provincia di Biella e della Valsesia per contrastare un fenomeno è un problema generale in Europa e in Italia, ma nell’area biellese è particolarmente sentito perché la crisi che ha colpito l’industria tessile, tradizionalmente la più importante e sviluppata nella zona.

Questi giovani sono persi per il sistema economico-lavorativo e hanno poco supporto dal sistema con la conseguenza che non avendo più aspettative per il future entrano in un’atmosfera di sfiducia, isolamento ed esclusione. Considerata la debolezza nella quale si trovano questi soggetti, è fondamentale l’assistenza lungo tutto il percorso per evitare l’abbandono e garantire il successo dell’azione di recupero. L’obiettivo finale del progetto è di aiutare questi giovani e accompagnarli verso il ritorno in un ambiente attivo al lavoro, allo studio o alla formazione professionale.

Sulla base di ricerche svolte sul territorio e in linea le risorse disponibili, è stato previsto di contattare 90 giovani tra i 18 e i 29 anni, e di poterne avviare al progetto 72. Attraverso le analisi che verranno elaborate e gli incontri previsti per valutare le loro qualità personali, si stima di identificare due gruppi di partecipanti al progetto: 49 adatti ad essere avviati ad uno stage lavorativo, 20 ad essere assistiti e formati per dare modo di recuperare le basi culturali necessarie per essere reinseriti nella scuola che verrà scelta durante i colloqui con i formatori. In questa seconda fase le perdite stimate sono minime.

Il tessuto economico del territorio è tradizionalmente orientato all’industria tessile. Per questo, malgrado la crisi economica che negli ultimi anni ha colpito questo comparto, nelle zone interessate dal progetto esistono numerose aziende del settore di grandi e medio-piccole dimensioni. Indicativamente circa 2-3 dei 49 giovani avviati al tirocinio lavorativo vengono progressivamente inseriti in aziende industriali prevalentemente del ramo tessile, mentre i restanti saranno indirizzati a periodi di avviamento al lavoro nel settore artigianale e del commercio. In proposito sono già stati presi contatti con le associazioni che raggruppano le aziende dei vari settori produttivi e abbiamo ottenuto il loro impegno a supportare gli stage presso le aziende associate.

I giovani che hanno dimostrato maggiori potenzialità saranno scelti per essere accompagnati verso il reinserimento in un percorso di studi. A questo fine sono previste attività formative per recuperare i gap culturali di base, in modo da permettere ai partecipanti di rientrare con profitto in un percorso scolastico. Il progetto prevede in questa fase la necessaria attività di stimolo per superare la passività, oltre alla formazione e assistenza nelle scelte del giovane, nonché alla verifica dei risultati raggiunti.

Dall’inizio del progetto nel giugno 2019, tutto si è svolto secondo il piano e nei tempi previsti fino all’inizio di febbraio 2020. Da quel momento, con lo svilupparsi dell’emergenza COVID-19 è stato necessario rivedere i metodi di lavoro e di incontro con i giovani. I colloqui e l’analisi delle attitudini e caratteristiche personali sono stati rallentati e si è dovuto passare a incontri virtuali in teleconferenza con non pochi problemi, ma, pur con tempi più lunghi, le attività sono proseguite anche nei mesi successivi. Alcuni giovani che stavano svolgendo il loro periodo di training in attività del territorio, hanno dovuto interrompere il lavoro a causa del lockdown delle imprese imposto dal Governo, ma in queste ultime settimane le attività stanno riprendendo e i dati raccolti dai partecipanti sono davvero incoraggianti, nonostante il periodo non semplice che stiamo affrontando.

Al momento dell’invio del primo rapporto ad Evanston (maggio 2020), risultavano 77 partecipanti (rispetto ai 72 previsti dal budget) di cui 38 (rispetto ai 49 del budget) hanno iniziato un periodo di attività lavorativa, mentre 9 (rispetto ai 20 del budget) hanno ripreso un percorso di training.

Le attività del piano ancora da completare, riguardano principalmente la formazione e la ricerca di posti di lavoro-stage per i giovani. Attualmente i risultati sono ancora migliori e in progresso rispetto alle previsioni: 83 giovani incontrati; 78 giovani presi in carico e che hanno già terminato il percorso orientativo; 65 hanno scelto la ricerca di lavoro, 13 quella di formazione. Rimangono da svolgere alcuni corsi di formazione e l’assistenza nella ricerca dello stage lavorativo.

I soci dei Club promotori che si occupano del progetto, stanno svolgendo un ruolo attivo di coordinamento e controllo delle attività. I responsabili del Global Grant convocano un meeting mensile di analisi e controllo sullo sviluppo del progetto con le società che operano direttamente e, sempre in stretta collaborazione con le organizzazioni sociali attive sul progetto, si sono attivati per cercare posti di lavoro ai partecipanti. Alcuni hanno partecipato a colloqui con i giovani di orientamento e preparazione al mondo del lavoro.

Nel settembre del 2019 è nata l’idea di partecipare al bando “Seminare Comunità 2.0”, su suggerimento del socio Giovanni Vachino. Il partner operativo scelto è sempre l’agenzia “Filo da Tessere”, affiancato dal comune di Valdilana come partner istituzionale. L’iniziativa è la prosecuzione dei progetti precedenti “Reshape” della Fondazione Zegna e “Futuro Giovani” del Rotary Valle Mosso, per allargare il trattamento ad altri 50 giovani prioritariamente del comune di Valdilana, dove a ha sede il Club di Valle Mosso, ma anche delle aree limitrofe, con un budget complessivo, messo a disposizione dal Club e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella di ulteriori 50mila euro. Il percorso seguito è più o meno lo stesso del progetto “Futuro Giovani”, con un follow up previsto di risultati positivi del 70 per cento dei casi trattati. È stato previsto a bilancio anche un aiuto economico da assegnare ai giovani nel periodo di riavviamento al lavoro, durante gli stage o nel riavvicinamento al percorso formativo e scolastico.

La formulazione del progetto ha richiesto la partecipazione ad alcuni giorni di seminario, gestiti dalla Fondazione Zancan, per soddisfare le modalità di formulazione, l’identificazione degli obiettivi, le fasi operative e la ricaduta sociale dell’intera iniziativa. Ad oggi , con il programma iniziato operativamente alla fine di luglio, “Filo da Tessere” ha già coinvolto 5 giovani nel programma. Il progetto dovrebbe concludersi nella prima metà del 2021, sotto la presidenza del club di Silvano Esposito.