Il Rotary e il Fondo Musy per lo sviluppo economico in una società più inclusiva

RC Torino Est, capo fila, con i RC Settimo Torinese, Chieri, Torino Nord-Est, Chivasso in collaborazione con il Fondo Alberto e Angelica Musy

Il progetto fa riferimento alle ricadute sociali ed economiche che la crisi del Covid-19 ha generato e si riferisce, in particolare, alle difficoltà che incontrerà una delle fasce sociali più deboli, gli ex detenuti che hanno completato un corso di studi nelle carceri, che si trovano ad affrontare la sfida del riscatto sociale.

È evidente che questo riscatto debba passare attraverso un reinserimento nel mondo del lavoro, proprio perché il rischio di recidiva di un ex detenuto è statisticamente più alto qualora non venga loro permesso di lavorare e guadagnare.

Da queste premesse nasce la collaborazione con il Fondo Alberto e Angelica Musy, che rivolge la sua particolare attenzione alle persone che nel periodo detentivo hanno scelto di dedicarsi agli studi universitari, provvedendo al finanziamento di tirocini lavorativi destinati agli ex-detenuti, sotto la forma di “borse lavoro”.

La collaborazione del Rotary può estendersi alla proposizione di offerte di lavoro ai candidati, mettendo in contatto il mondo produttivo delle aziende amministrate o possedute dai soci che, a breve, dovranno affrontare una ripresa della propria attività lavorativa.

Totale finanziato 12.600

Per approfondire

La pandemia che ci ha colpiti tanto duramente in questi mesi ha visto il Rotary impegnato nel supportare l’emergenza sanitaria in varie forme, con importanti contributi in attrezzature mediche destinate agli ospedali della nostra regione.

In questo momento, in cui speriamo che l’emergenza sanitaria sia in progressivo declino, il nostro gruppo di Club amici, uniti anche dall’appartenenza allo stesso Gruppo Distrettuale (GRUPPO 5) che da molti anni supporta coralmente iniziative comuni e condivise nel campo del sociale e del sostegno al territorio, ha ritenuto opportuno rivolgere l’attenzione anche a determinate ricadute sociali ed economiche che questa crisi ha generato e che riteniamo cresceranno e perdureranno per un lungo tempo.

Ci riferiamo, in particolare, alle difficoltà, già esistenti in tempi pre-covid, che incontreranno alcune delle fasce sociali più deboli nel tentare di reinserirsi in un mondo del lavoro fortemente provato dall’emergenza e dalla congiuntura critica che si sta verificando. Tra queste categorie di persone, certamente vi sarà quella costituita dagli ex detenuti meritevoli, che hanno completato un corso di studi nelle carceri, e che si trovano ad affrontare la sfida del riscatto sociale, mediante il reinserimento nella società civile.

Al contempo, molte piccole e medie imprese del territorio torinese si troveranno ad affrontare a breve il tema della ripresa dell’attività lavorativa, talvolta aggravata dalla difficoltà di reperire manodopera e collaboratori in grado di supplire agli effetti devastanti provocati dall’epidemia, contenendo il più possibile i costi del personale.

In questa situazione, ci è sembrato importante concepire una azione di supporto orientata a favorire l’incontro tra la necessità di reinserimento di persone che hanno manifestato, attraverso la diligenza negli studi compiuti durante il periodo di detenzione, con una possibile domanda di lavoro a costi contenuti proveniente dal sistema produttivo delle piccole e medie aziende che devono cercare di recuperare il terreno perduto nei mesi di forzata inattività. In taluni casi queste realtà produttive sono amministrate o possedute direttamente da soci dei nostri club rotariani.

È evidente che il riscatto sociale, che rappresenta per chi ha scontato la propria pena l’obiettivo da perseguire a seguito della ridefinizione della propria identità attraverso un percorso di redenzione, debba passare attraverso un reinserimento nel mondo del lavoro e nella ricostituzione di un patto di integrità morale con la società. Il rischio di recidiva di un ex detenuto, infatti, è statisticamente molto più alto qualora non gli venga permesso di lavorare e di guadagnare in modo da garantirsi l’autonomia una volta terminato il percorso di redenzione.

Va sottolineato che favorire un percorso di reinserimento degli ex-detenuti meritevoli, diminuisce in modo drastico le possibilità di recidiva. E una recidiva, in termini di costo sociale ed economico, ha delle ricadute altissime: per limitarci alla sola componente economica basti pensare che un detenuto costa allo Stato circa 137 euro al giorno. Questo importo, moltiplicato per l’intera popolazione carceraria (che ammonta a circa 60 mila detenuti) produce un risultato esorbitante, pari a oltre otto milioni di euro al giorno. Moltiplicando il costo di tutti i detenuti presenti nelle carceri italiane per i giorni dell’anno, otteniamo un costo di circa tre miliardi di euro, che rappresenta quanto in Italia si spende attualmente per le carceri. Promuovere la riabilitazione dei detenuti significa pertanto contribuire, oltre al recupero sociale degli individui fornendo loro una seconda possibilità di scelta, anche al contenimento di un costo molto elevato, di cui la società civile si fa attualmente carico.

il Fondo Alberto e Angelica Musy, da noi individuato al fine di stabilire un partenariato per perseguire l’azione sopra descritta, è dedicato al sostegno di iniziative di solidarietà nei settori sociale, assistenziale, culturale e accademico, rivolgendo particolare attenzione alle persone che nel periodo detentivo hanno scelto di dedicarsi agli studi universitari.

Esso si è prefisso l’impegno di provvedere al pagamento di tirocini lavorativi, destinati agli ex-detenuti, della durata massima di 36 mesi, sotto la forma di cosiddette “borse lavoro”. I tirocini per studenti detenuti completano in maniera coerente il percorso di studio, permettono di mettere a frutto le competenze maturate e aiutano la persona a reinserirsi

dopo aver scontato la propria pena riducendo significativamente, come si è detto in precedenza, il rischio di recidiva.

Nel corso del 2018, il Fondo ha sostenuto 14 studenti attraverso l’attivazione di tirocini che prevedono una indennità mensile del valore di 350 Euro (con impegno part-time) e un costo annuo di 4.200 Euro.

Dei 14 studenti detenuti, 9 erano già sostenuti dal Fondo negli anni precedenti e 5 rappresentano i nuovi ingressi del 2018.

I nostri contatti con Angelica Musy hanno evidenziato quanto il Fondo sia in effetti disponibile ad accogliere all’interno di un’organizzazione già collaudata ed affidabile nuovi enti ed associazioni che possano contribuire in maniera diretta alla realizzazione dell’obiettivo di mettere a disposizione un maggior numero di “borse lavoro”, in modo da poter sostenere ulteriori studenti meritevoli. Pertanto, qualora si addivenisse alla formalizzazione di un finanziamento completo di un tirocinio per un detenuto meritevole, tale finanziamento verrebbe erogato alla persona interessata in forma diretta, con il riconoscimento esplicito dell’associazione contribuente (nel nostro caso specifico, la borsa lavoro erogata verrebbe indicata formalmente come un contributo proveniente dal Rotary, pur venendo materialmente erogata utilizzando il know-how organizzativo del Fondo Musy).

La collaborazione del Rotary, oltre alla contribuzione diretta destinata alla formalizzazione di “borse lavoro”, può estendersi alla proposizione di offerte di lavoro ai candidati, mettendo in contatto il mondo produttivo delle aziende amministrate o possedute dai soci dei club, con studenti selezionati e formati nei settori di interesse specifici delle singole aziende che avranno manifestato l’interesse a partecipare all’iniziativa. Il tutto potrebbe tradursi in un vantaggio reciproco, rappresentato dal fatto che le aziende avranno la possibilità di avvalersi di personale istruito e formato a livello universitario non dovendo sopportare costi attualmente incompatibili con la difficile congiuntura, e al contempo si offrirà una opportunità di riscatto sociale a chi desidera una seconda opportunità per costruire una nuova vita.

Dal punto di vista della conformità dell’iniziativa alle linee di azione rotariane, si può certamente fare riferimento alla via di Azione di Interesse Pubblico, che è evidente nelle finalità stesse del Fondo Musy, ma sono altrettanto evidenti le possibili ricadute nel campo dello sviluppo economico.

In ultimo, va messa in evidenza la circostanza che la raccolta di contributi del Fondo Musy avviene in modo consistente attraverso l’organizzazione di eventi e spettacoli, i cui proventi vengono devoluti alle varie attività di cui l’associazione si occupa (oltre alla costituzione delle “borse lavoro” per i tirocini professionalizzanti, il Fondo organizza uno spettacolo itinerante nelle scuole sul tema delle diverse opportunità della vita, conferenze all’interno delle carceri, ecc.). Questa circostanza è importante se si fa riferimento alla possibilità, da parte dei soci del Rotary, di organizzare in proprio manifestazioni culturali, conferenze, spettacoli anche in proprio e utilizzando le competenze specifiche dei soci dei vari club aderenti, in modo da garantire una partecipazione attiva dei Rotariani anche alla raccolta di ulteriori finanziamenti da utilizzarsi per finanziare ulteriori borse lavoro in collaborazione con il Fondo Musy.

Il coinvolgimento dei Rotariani e la loro attiva partecipazione.

I Rotariani saranno attivamente coinvolti nel progetto con diverse attività:

Fase progettuale: Individuare con l’Associazione i soggetti meritevoli di “borse lavoro” e definire per il soggetto beneficiario quali siano le opportunità lavorative più consone al corso di studi che ha completato in carcere, proponendo anche come eventuali fruitori delle borse lavoro professionisti o aziende appartenenti a soci rotariani

Fase operativa: Realizzare, mediante l’istituzione di una commissione di soci rotariani volontari, l’incrocio tra la domanda di lavoro e l’offerta costituita dagli studi professionali e dalle aziende individuati in fase progettuale e monitorare attivamente l’andamento nel tempo dei rapporti di collaborazione instaurati.

Consegna della borsa lavoro finanziata: prevediamo che al momento della formalizzazione della borsa lavoro al beneficiario sia organizzato un evento aperto ad assistiti e rotariani

Fase di esercizio: Organizzare, se le situazioni contingenti lo permetteranno, eventi e manifestazioni per finanziare ulteriori borse lavoro in collaborazione con il Fondo Musy

Il progetto, come descritto, verrà sviluppato in collaborazione con il FONDO ALBERTO E ANGELICA MUSY

Tale Associazione si farà carico, di concerto e mediante la fattiva collaborazione operativa del Rotary, dell’individuazione dei possibili beneficiari, valuterà le eventuali offerte di lavoro per i tirocini professionalizzanti espresse dai soci del Rotary, commisurerà tali offerte alle effettive capacità e agli studi del candidato beneficiario, collaborerà col Rotary nell’individuazione di ulteriori bisogni e formalizzerà la collaborazione all’organizzazione di eventi, conferenze, spettacoli anche la messa a disposizione di mezzi di broadcasting o di accordi con i gestori telefonici per la raccolta di donazioni per eventi teletrasmessi.