Nasce FRACH

Un nuovo, misterioso acronimo? Nuovo sì, ma facilmente spiegabile: FRACH significa infatti Fellowship of Rotarians Who Appreciate Cultural Heritage, ovvero Fellowship dei Rotariani che apprezzano i Beni Culturali. Si tratta di una nuova Fellowship, nata in questi giorni nel nostro Distretto grazie all’impegno operativo di alcuni Rotariani, ma soprattutto fortemente voluta e promossa dal Governatore Giovanna Mastrotisi.

Ad oggi, gli iscritti sono più di 250 e, nel mondo, sono 35 i Paesi che hanno aderito: numeri destinati comunque a crescere velocemente e ad espandersi ancor più nei cinque continenti. E di ciò ne dà conto, unitamente a obiettivi e risultati raggiunti, il sito ufficiale della Fellowship: www.frach.org

Il perché di un’iniziativa

Nel mondo esistono innumerevoli Beni Culturali, sia materiali che immateriali, ma spesso, troppo spesso,non si pone loro la dovuta attenzione. Eppure gran parte di essi è generata grazie all’opera dell’uomo e alla sua genialita’. Ma oggi l’uomo, pur riconoscendone il valore, non si sofferma abbastanza e non li considera nel modo giusto. A ciò si aggiunga come non pochi di questi Beni hanno subito alterne fortune che, talvolta, ne hanno fortemente sminuito significato e valore. Non a caso, infatti, molti Beni materiali, pur costituendo le nostre irrinunciabili radici, sono stati distrutti o adattatati ai tempi moderni con trasformazioni talvolta anche pesanti e irreversibili. Lo stesso dicasi per i Beni immateriali, troppo frequentemente dimenticati, mentre invece rivendicano una doverosa riscoperta.

A fronte dunque di tale situazione, la Fellowship si pone l’obbiettivo di fare conoscere questi beni, farli riscoprire e ridare loro l’esatto collocamento nell’attualità, facendo nel contempo rivivere chi, con la propria opera, ci ha preceduto ed ha realizzato, difeso e consegnato alla nostra generazione questi beni medesimi.Infatti, proprio partendo dalle attuali generazioni abbiamo il dovere di farli conoscere, e di proteggerli a nostra volta, per poterli consegnare, rivalorizzati, alle generazioni future.

Se così faremo, sarà un libro con pagine il più complete possibili che costituirà la nostra storia artistica e culturale. Storia, alla quale si aggiungeranno, via via, nuove pagine corrispondenti all’epoca dell’oggi. Si tratta di intraprendere un percorso virtuoso che consentirà un’ampia lettura di ogni territorio con le proprie caratteristiche e peculiarità. E ciò vale non solo per l’Italia, ma per ogni Paese del mondo.

Per contro, siamo di fronte ad un patrimonio tanto incommensurabile quanto reso fragile dal tempo, dal degrado e dall’incuria. Tutto ciò impone un cambio di mentalità dal segno forte e inequivocabile, che ci faccia riappropriare dei tesori della cultura, creati dalla forza dell’uomo, considerandoli un’eredità tutta nostra, da custodire e difendere gelosamente. Molti sono infatti gli elementi (ambientali, climatici o antropici) che possono agire in modo devastante su questi beni impoverendoci ulteriormente di valori, della cui perdita spesso ci accorgiamo troppo tardi e, talvolta, senza possibilità di ritorno.

Ecco perché la Fellowship di Rotariani per i Beni Culturali si propone di conoscere e far conoscere quanto si è salvato sin qui del nostro patrimonio, al fine di riappropriarci, come irrinunciabile eredità, dei valori che intrinsecamente sottendono a questo stesso patrimonio. La sensibilità dei Rotariani su questi temi è già forte: lo dimostrano i 36 Paesi di tutto il mondo che si sono uniti al progetto prima che lo stesso fosse ufficializzato e le oltre 250 adesioni personali prima della formale costituzione del sodalizio. Ma bisogna ancora crescere e si crescerà senz’altro.Il successo di questa fellowship è certo poiché chi aderisce ci crede: c’è veramente spazio per tutti e tutti possono portare importanti contributi ed idee.

Il primo incontro ufficiale della Fellowship sarà in Piemonte, ipotizzato per il primo weekend di luglio, attorno al quale è importante organizzare un grande evento, di lancio, di aggregazione, di amicizia rotariana.

A questo link è possibile scaricare la bozza di statuto.