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Premiazione B

La diversità degli autistici diventa forza.

Lo ha ampiamente dimostrato Francesca, una giovane che, per la sua diversità personale, “pensa e comunica per immagini”. Lo ha dimostrato classificandosi tra i primi vincitori del Premio DAFNE, ovvero una competizione per coinvolgere tutti - persone e macchine - nella ricomposizione virtuale di affreschi, o altri beni pittorici, frammentati a causa di eventi calamitosi.

     Il premio è una delle iniziative complementari al Service “La diversità degli autistici al servizio dei Beni Culturali - la debolezza dell’uomo diventa forza”: un progetto ambizioso e denso di sfide, al quale, in un’unica sinergia, hanno aderito tutti e tredici i Distretti italiani.

   DAFNE (Digital Anastylosis of Frescoes Challenge) è stato un concorso internazionale per l’applicazione di tecniche informatiche avanzate (come human machine interaction, machine learning e deep learning) allo sviluppo di adeguati strumenti informatici che, attraverso la combinazione di immagini di frammenti, offrano una ricostruzione virtuale di affreschi distrutti, fornendo una tabella con le coordinate utili al restauratore per riposizionare correttamente ogni frammento.

       La competizione poteva essere affrontata in due modi:

_mediante metodi automatici, finalizzati all’identificazione di un processo digitale per la         ricostruzione di una sorta di “puzzle” complesso e incompleto;  

_mediante un metodo manuale, aprendo il bando a persone che “pensano per immagini”, le     quali, tramite un software appositamente sviluppato per spostare i pezzi “a mano” e restituire la corrispondente tabella di coordinate, possano ricostruire virtualmente l’affresco danneggiato. Condizione, quella di “visual thinking”, significativamente diffusa all’interno dello spettro autistico e tale appunto da legittimare la formulazione di un progetto che vede soggetti autistici come protagonisti nella ricostruzione virtuale di affreschi frammentati.  

Le soluzioni ricevute sono state realizzate con immagini di pezzi provenienti da frammentazioni simulate, avendo a disposizione l’immagine originale dell’affresco per il processo di ricostruzione                              

     28 squadre si sono iscritte al concorso, con partecipanti provenienti da 8 Paesi diversi. Tra i vincitori - valutati sulla base della maggior area di affresco ricostruita correttamente – si è classificata anche Francesca, una giovane che appunto, per la sua diversità personale, “pensa e comunica per immagini” e che, attraverso la procedura di ricostruzione manuale, ha completato la ricomposizione virtuale dell’affresco frammentato. Ciò le è valso un premio di 3000 Euro direttamente erogato dal Rotary.

     La cerimonia di premiazione dei vincitori si è tenuta l’11 settembre 2019 a Trento, durante la 20^ conferenza internazionale in Image Analysis and Processing (ICIAP 2019). I premi sono stati sponsorizzati da: Rotary Distretti Italia, dalla Fellowship ICWRF Team Italia Nord Ovest, da CVPL (Italian Association for Computer Vision, Pattern Recognition and Machine Learning) e da AICA (Associazione italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico). Il concorso è stato organizzato con la collaborazione del Laboratorio di Autismo dell’Università di Pavia, di EVA FLORENCE (Electronic Imaging & the Visual Arts - Firenze) e del laboratorio CVML (Computer Vision & Multimedia Lab) dell’Università di Pavia.

   Lo sviluppo futuro del progetto prevede l’applicazione della soluzione più congeniale e la realizzazione del software di ricostruzione per i casi nei quali non si disponga dell’immagine originale dell’affresco prima del crollo, ma eventualmente informazioni generiche. Il software per la ricostruzione manuale verrà quindi ampliato in modo da trattare come dato atomico interi blocchi di frammenti.

   Ora, lo step successivo è quello di ricercare, tra i rotariani di tutta Italia, appassionati e/o esperti fotografi. Ciò al fine di procedere con la campagna di riproduzione fotografica dei frammenti crollati. Nel contempo, è necessario attivarsi in tutti i Distretti e con i Club a noi gemellati d’oltre Italia, nonché con le Associazioni che operano in questo campo (molte delle quali hanno già risposto all’appello), per individuare le persone che ricevono diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico (DSA): il far emergere, attraverso un idoneo percorso di formazione, le loro peculiarità ideative in questa particolare applicazione potrà infatti condurre a concrete possibilità di lavoro.

     Sappiamo tutti quanto questo progetto sia una scommessa, consapevole ma coraggiosa. I passi fin qui compiuti ne fanno intravvedere i possibili traguardi, perché possa trasformarsi in una scommessa vincente.