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gallo

Dopo lo scorso anno, celebrativo dei 150 anni della nascita di Paul Harris, il Paul Harris’ Day si è ripetuto, grazie al grande impegno del Rotary Club Vercelli Sant’Andrea, nell’affascinante scenario della Basilica di Sant’Andrea di Vercelli dove, nella ricorrenza degli 800 anni di fondazione della basilica stessa, si è incontrata la memoria di due grandi uomini, il Cardinale Guala Bicchieri, fondatore nel 1219 della chiesa ma soprattutto estensore della Magna Charta Libertatum, e appunto Paul Harris fondatore del Rotary Club.

Due uomini, distanti tra loro quasi mille anni, ma sicuramente accomunati da grandi valori e dalla grande fede nella libertà e nei principi di equità ed uguaglianza.

    Ma perché, ancora, il Paul Harris’ Day? Perché è la festa della nostra identità rotariana, celebrata nuovamente in un luogo di eccellenza, per storia, architettura, arte, del nostro Distretto. Paul Harris’ Day, quindi, per sentirci una vera famiglia che, nella più autentica semplicità, ricorda e vive l’allegrezza dell’essere tutti attorno al nostro capostipite, circondati dal suo affetto, pronti a condividere e vivere sempre più la preziosità di quella sua grande idea: il Rotary.

       Ma affidiamo alle felicissime parole di Carlo Battellino (del Rotary Club Gattinara e tra i più convinti fautori dell’iniziativa) la cronaca di questa meravigliosa giornata:

 "Sabato 18 maggio il gallo sulla torretta di sinistra della basilica svettava con la sua coda variopinta e come da tradizione prevedeva la pioggia. Ma ciò non ha scoraggiato il centinaio di rotariani, tanti i Governatori, convenuti dai vari distretti nella Basilica di S.Andrea a Vercelli, per la duplice ricorrenza: gli 800 anni di fondazione della basilica e il memoriale della nascita di Paul Harris, il fondatore.

   Sotto l’attenta regia del Presidente del Rotary Vercelli S.Andrea, Paolo Mensa, è stato  proposto un primo momento solenne con l’esecuzione registrata degli inni interpretati dall’ orchestra da camera e dal coro del Rotary Club Novara Valticino. Poi è iniziato il momento celebrativo con la lectio magistralis del rotariano Aldo Ferraris sulla storia e l’architettura di S.Andrea, costruita su canoni cistercensi secondo un modello fatto di sobrietà, nudità, snellezza ed estrema eleganza formale, espressa  in facciata dall’equilibrio cromatico tra il  verde della pietra e il tenue colore delle loggette e il rosso laterizio delle fiancate e della torre campanaria.

     A commento delle immagini, e aumentandone quindi fascino e suggestività, Riccardo Mussato, figlio di rotariano, ha eseguito al pianoforte musiche di J.S.Bach, “Preludio e sarabanda in Si b maggiore”; F.Liszt, “Concerto Studio S.144 No.3 "Un Sospiro"”; S. Rachmaninov, “Preludio Op 32 N 12”; R.Schumann, “Allegro dal ‘Carnevale di Vienna’”.

        Una piccola pausa ha poi introdotto al momento celebrativo rotariano, che ha proposto una relazione su Paul Harris, dall’infanzia alla sera del 23 febbraio 1905, con immagini inedite di archivio e di graphic novel. Sempre emozionante la lettura psicologica di Paul Harris  proposta con il linguaggio delle ombre nel video di Baima Bollone. Per ultimo l’esecuzione registrata dell’inno a Paul Harris proposta dal coro del RC Novara Valticino su parole di Alberto Arlunno.

       Il momento di amicizia si è sublimato sotto il porticato del vecchio ospedale dove, ancora una volta, si sono espresse le eccellenze gastronomiche del territorio novarese e vercellese con fantasia di salumi, formaggi, antipasti, nebbioli d’autore, fino alla sublime degustazione della ’panisa varsleisa’, che ha concluso una giornata miracolosamente sbocciata nel contesto di un sabato uggioso.

La pioggia copiosa ha finalmente donato alle assetate risaie il desiderato ristoro, confermato dalla fiera postura del galletto rivolto al Monte Rosa, adombrato di nubi.

Qui puoi leggere, e apprezzare, la sintesi della brillantissima relazione con cui Carlo Battellino ha illustrato la vita giovanile di Paul Harris.

Leggi qui l’Inno a Paul Harris reso in musica dal Maestro Alberto Veggiotti, ma soprattutto scritto, grazie ai suoi sinceri sentimenti e alla sua fervida fantasia poetica, da Alberto Arlunno, rotariano del Rotary Club Borgomanero-Arona, e, da sempre, vera anima del Paul Harris’Day.