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giovani

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ha ospitato, il 24 novembre scorso, il Seminario Distrettuale su nuove generazioni e sviluppo dell'effettivo, dal titolo “I giovani: risorsa o problema?” Un argomento che, già dal titolo, si preannuncia assai intrigante e ricco di spunti di riflessione.

     I lavori, aperti dall'intervento del Governatore del Distretto 2031 Antonietta Fenoglio, sono stati preceduti da una colorata e suggestiva sfilata di giovani “inbound”, outbound”e “rebound” che hanno partecipato o stanno partecipando al Programma Scambio Giovani (Rotary Youth Exchange).

     Maurizio Peletta, responsabile distrettuale per le Nuove Generazioni, ha poi introdotto l'argomento, spiegando, dati alla mano, come non sia sempre così automatico l'ingresso dei giovani dal Rotaract e dall'Interact nei Club rotariani. Ha anche aggiunto che una risorsa importante per i nostri club giovanili potrebbe essere quella dei ragazzi che partecipano allo Scambio Giovani (circa 8.400 ogni anno in tutto il mondo), svolgendo un'attività di formazione rotariana del tutto efficace.

      A seguire Enrico Galletto e Elisabetta Micheletti, che conducono questo particolare progetto per il Distretto 2031, hanno intervistato due ragazzi “rebound” che hanno raccontato la loro esperienza all'estero, e una ragazza argentina “inbound”, che ha invece spiegato come si è trovata in Italia e da noi.

     Davide Franchi ha poi introdotto l'ospite Giovanna Cavanna, imprenditrice di successo in Valsesia, figlia di rotariano ed essa stessa Ryliana, che ha scelto di non far parte del Rotary, nonostante la sua positiva esperienza, temendo che si trattasse di un ambiente troppo formale. Sul tema della consapevolezza  ha  proseguito anche Michele Darò, illustrando il comparto “Alumni” e intervistando Edoardo Carmagnola, giovane rotariano, che ha voluto intitolare il proprio intervento “Sono alumno e non lo sapevo”.

       Molto apprezzata la relazione centrale del seminario, svolta dal past Governor del Distretto 2060 Ezio Lanteri, su come rafforzare e sostenere l'effettivo. Lanteri ha spiegato che il numero dei soci rotariani nel mondo è stabile, ma con variazioni significative per continenti, con una crescita molto rilevante dell'Asia e un calo soprattutto negli Stati Uniti. Si è poi soffermato su quelle che, innovativamente, dovrebbero essere le modalità di reclutamento di nuovi soci, in uno scenario che vede il Rotary cambiare la sua connotazione, evolvendo verso un'organizzazione più votata a fare progetti per la comunità piuttosto che alla sola beneficenza. Un particolare significativo, emerso dalla sua relazione, consiste nel fatto che, tendenzialmente, mentre il numero dei soci è stabile o in calo, aumenta il numero dei Club, abbassando le medie dell'effettivo per ciascuno di essi.

       A seguire la tavola rotonda che ha ripreso il tema del convegno, moderata da Silvano Esposito: Mario Camerano,  ha portato l'esperienza del suo Club che ha aperto in modo significativo ai giovani Soci; Michelangelo De Biasio, Governatore nominato, ha invece sottolineato le criticità di un orientamento troppo aperturistico senza le dovute gradualità e cautele; Jacopo Grillo, rotaractiano diventato rotariano, Carlo Carena, Rappresentante Distrettuale del Rotaract, Andrea Giuliani, Rappresentante Distrettuale dell'Interact, hanno raccontato le loro motivazioni e le loro aspettative, in una parola il loro vissuto di appartenenti alla grande Famiglia Rotariana. Al Governatore Antonietta Fenoglio il compito di trarre le conclusioni, riconducendo ad unità stimoli e contributi differenziati ma non contrapposti. Ne è scaturita una discussione vivace e costruttiva (e non così ricorrente nelle occasioni di collegialità rotariana), che ha testimoniato la capacità del Rotary di porsi come organizzazione al passo con i tempi e pronta ai grandi cambiamenti sociali.

      Infine, Lorenzo Perinetto, presidente della Commissione Distrettuale Espansione, ha trasferito ad un uditorio particolarmente interessato alcune puntuali riflessioni in tema di fusione tra Club, intesa non come soluzione necessitata a fronte di un’incombente carenza di organico, bensì come strumento di rafforzamento di tutto il contesto rotariano. In sintesi, la fusione tra Club va considerata come un percorso comune per verificare unità d’intenti e di obiettivi e dove i pur necessari passaggi procedurali quasi si marginalizzano rispetto ai profili dì sostanza.

        Un dibattito, dunque, ricco di contenuti e di innovazioni concettuali, da cui si può trarre una considerazione conclusiva. Se infatti il seminario si è aperto con un interrogativo già nel suo stesso titolo (che, nella sua formulazione, sembrava far propendere per una risposta di criticità), alcune ore di costruttivo confronto tra generazioni hanno invece consentito di trasformare il dubbio in certezza. La certezza che i giovani sono un’irrinunciabile risorsa. E quindi approfittiamone per fare più grande il Rotary.

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