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Villa Gualino, attuale sede dell’ETF,  ha recentemente ospitato il Rotary Club Torino Sud Est in interclub con il Rotary Club Torino Matteotti. Oggetto dell’incontro, propiziato dal socio prof. Giuseppe Porro, è stata proprio una conversazione sul ruolo dell’ETF, European Training Foundation, in italiano Fondazione Europea per la Formazione, della quale si sa poco ma che invece riveste una grande importanza per gli scopi e l’attività della Comunità Europea.

    In apertura di serata, la visita alla struttura e alla villa, originaria dimora dell’architetto Riccardo Gualino, grande imprenditore e mecenate, costruita negli anni ’30 come espressione di grandezza di un ricco amante delle arti. Trasformata in sanatorio alla fine della guerra, fu in seguito abbandonata fino al momento in cui passò in carico alla  Regione Piemonte che la ristrutturò e l’affidò all’ETF.

    Dopo la cena, caratterizzata dalla capillare e cortese presenza dei funzionari della struttura, ha preso la parola il dottor Cesare Onestini, Direttore dell’ETF da un anno, che qui vede coronarsi una carriera molto prestigiosa all’interno di varie Organizzazioni Internazionali. Il Direttore ha raccontato con precisione ma anche con contagioso entusiasmo la vita e gli obiettivi della Fondazione. Innanzitutto l’ETF è un’Organizzazione Europea che collabora con la Sede ONU di corso Unità d’Italia ( dove insegna il prof. Porro) ma non ne fa parte in modo organico. Ha circa 130 dipendenti di varie nazionalità europee (solo il 30% sono italiani) e ha due sedi in Italia: Torino e Parma.

      L’Unione Europea ha istituito l’ETF per promuovere lo sviluppo del capitale umano nei paesi limitrofi dell’UE. Per sviluppo del capitale umano si intende un’attività che contribuisca all’ implementazione delle capacità e delle competenze degli individui attraverso il miglioramento dei sistemi di istruzione e formazione professionale, anche con l’apprendimento di competenze digitali. Lo sviluppo del capitale umano, nell’ambito dell’assistenza esterna, determina produttività ed occupazione, coesione sociale attraverso la partecipazione civica, stabilità e prosperità a lungo termine ed equilibrio socio-economico.

    Il dr. Onestini , con il suo entusiasmo sempre più accattivante per l’uditorio, ha poi illustrato, carta geografica alla mano, i Paesi limitrofi all’Unione Europea oggetto di intervento: si va dall’Europa Orientale e Sud-Orientale, al Mediterraneo meridionale e orientale e all’Asia centrale, per toccare anche Paesi come il Kosovo o la Palestina, intesi come entità geografica e non ancora come Stati indipendenti.

     Il che significa lavorare per una Europa globale che consenta sostenibilità ed inclusione sociale, con il monitoraggio dei progressi di assistenza ai Paesi esterni ma contigui, e non solo geograficamente, all’Unione Europea. Naturalmente bisogna trovare sistemi ordinamentali e socio economici in grado di funzionare omogeneamente per tutti: è questa è proprio la sfida più affascinante e ricca di potenzialità.

     Così come ricco di potenzialità, anche in questo settore delicato ma emergente nello scenario internazionale, potrebbe essere il ruolo del Rotary come luogo di aggregazione e di confronto.