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spreco

Spreco alimentare: innanzitutto è importante conoscerlo. Il 24 settembre, nell’ambito della manifestazione “Terra madre - Salone del Gusto” in corso a Torino alla fine del mese, si è tenuta la Conferenza di presentazione del progetto “Lo spreco alimentare: se lo conosci lo eviti”, che vede impegnati 8 dei 13 Distretti Rotary Italiani. 

Errato quindi pensare che, in un evento come il Salone del Gusto ormai entrato nell’annuale tradizione torinese, si parli solo di prelibatezze culinarie e di specialità enogastronomiche del territorio. Al contrario, in quella sede ( che non a caso assume anche la felice dizione di “Terra Madre”) vengono affrontate anche le più rilevanti problematiche che attualmente assillano il nostro pianeta. Tra queste, non ultimo ma invece assolutamente protagonista, il tema dello spreco alimentare.

Quale occasione migliore, quindi, per costruire (e non contingentemente ma in una prospettiva di continuità strategica) una virtuosa sinergia tra un evento espositivo internazionale in cui si parla di cibo e un progetto Rotary interdistrettuale impegnato nel migliorare l’impiego delle risorse alimentari? Di qui la scelta, fortemente voluta dal nostro Governatore Antonietta Fenoglio e dalla Commissione Distrettuale, che ormai da mesi e con assoluta dedizione si sta occupando della realizzazione del progetto, di uscire all’esterno e presentare, in un contesto a più voci sul cibo e sulle risorse alimentari, e non solo a Stampa, Radio e Televisione largamente presenti ma anche ad una collettività interessata ed attenta, contenuto, scopi e strumenti dell’iniziativa. 

La Conferenza, abilmente condotta da Silvio Barbero, Segretario Generale dell’Universita’ delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, si è aperta con l’intervento di saluto del Governatore Antonietta Fenoglio: non parole di circostanza, ma l’occasione reale per spiegare il perché di questo nostro impegno. Il Rotary, ancora una volta, entra nelle scuole. In questo caso nelle scuole primarie per sensibilizzare i bambini delle classi quarte e quinte ad una più attenta e consapevole gestione del cibo e delle risorse alimentari. In una parte della Terra ( per fenomeni naturali, avverse condizioni climatiche  e assai spesso per colpa dell’uomo) le persone muoiono di fame, mentre nei paesi “più civilizzati” si spreca il 50 % delle risorse alimentari. Il progetto nasce quindi dalla constatazione che, nella nostra quotidianità di paesi ricchi, lo spreco avviene prevalentemente tra le pareti domestiche ed è un problema che richiede urgente attenzione. Così come lo stesso progetto si sviluppa sulla constatazione che il coinvolgimento dei più piccoli nei temi sociali rappresenta, da sempre, un sistema efficace per veicolare il messaggio alle famiglie e contribuisce quindi all’affermazione di una nuova sensibilità collettiva. 

Ecco perché la scelta come target delle ultime classi della scuola primaria ed ecco perché, presumibilmente, un’adesione così massiccia all’iniziativa da parte delle istituzioni scolastiche. In questo senso, i numeri parlano: ad oggi (e i dati sono ancora in evoluzione), nel territorio del Distretto 2031 hanno aderito al progetto 41 Scuole primarie per complessive 186 classi e per un totale di 3506 studenti. Di questi, 1265 sono dislocati su aree in cui sono presenti Club Rotary, mentre 2241 (quasi il doppio) sono dislocati in aree in cui il Rotary non è territorialmente presente. Il che significa, a valore aggiunto, una potenziale espansività, tramite il mondo della scuola, delle idee e dello spirito rotariano anche in realtà locali dove il Rotary è forse meno conosciuto.

Spreco alimentare e scuola, dunque. Un obiettivo assolutamente condiviso e ribadito anche nel successivo intervento di Giovanna Pentenero, Assessore all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte. Una presenza decisamente importante quella dell’Assessore, che testimonia non solo la lodevole, e doverosa,  sensibilità delle Istituzioni locali verso queste problematiche, ma anche la significativa (e non così scontata) attenzione all’impegno del Rotary nella realtà socio-economica e al suo spendersi in prima persona sul territorio. Parlare di spreco alimentare, ha affermato l’Assessore, significa toccare un tema molto sentito anche in Piemonte. Due esempi per tutti: le polemiche sulla “libertà di panino a scuola” (in alternativa alla fruizione della mensa scolastica), che nella nostra regione hanno caratterizzato i primi mesi dello scorso anno scolastico, non invocavano soltanto la libera scelta su come nutrire i propri figli, ma hanno fatto emergere il numero crescente di famiglie che non possono più permettersi il costo della mensa scolastica. In secondo luogo, è fortemente preoccupante la diminuzione (anche in questo caso per motivi prevalentemente se non esclusivamente economici) degli iscritti alle Scuole dell’Infanzia che ha registrato un calo di 6500 bambini rispetto allo scorso anno. In entrambi i casi, si riscontra il comune elemento delle emergenti, o peggio delle consolidate, difficoltà economiche nella quotidianità famigliare. Diventa allora necessaria, quasi come ausilio ad una faticosa conduzione delle spese di ogni giorno, l’educazione al non spreco, ovvero ad una più consapevole gestione delle risorse alimentari. Meglio, poi, se canalizzata attraverso le voci, piccole ma influenti in famiglia, dei nostri bambini.

A seguire, Matteo Guidi dell’Associazione Last Minute Market main partner del nostro progetto, è entrato nel vivo della concreta conoscenza del fenomeno. Infatti, se lo spreco alimentare va evitato e combattuto, bisogna prima conoscerlo nella sua reale (e per molti sorprendente) dimensione. E anche qui, ancora una volta i numeri parlano. Ogni anno nel mondo, viene scartato o sprecato 1/3 dell’utile all’alimentazione umana, ovvero 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che, se meglio utilizzate, sempre ogni anno potrebbero sfamare 3 miliardi di persone. Solo un Europa, ogni anno vengono scartati, e quindi sprecati, oltre 90 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, con una media di circa 179 kg a persona. E solo in Italia, il cibo annualmente sprecato nel percorso tra raccolta/produzione e consumo pesa 10 milioni di tonnellate, per un valore di 11 miliardi di euro ovvero circa 450 euro a famiglia. Inoltre, già si è ricordato come nelle società evolute, dove maggiore dovrebbe essere la conoscenza e la consapevolezza, il 50% dello spreco alimentare avvenga tra le pareti domestiche. Ecco che l’educazione (meglio la rieducazione) ad un migliore utilizzo del proprio cibo diventa non solo necessaria ma imperativa: per una migliore gestione dei bilanci famigliari; per il contenimento delle impronte ad impatto negativo sull’ambiente; per l’individuazione di più efficaci strategie di restituzione nei confronti delle aree del mondo in cui ancora imperversano fame e sottosviluppo.

E proprio di strategie di contenimento ha parlato infine Silvio Ambrogio della Nova Coop, illustrando il ruolo della grande distribuzione nella prevenzione e nella riduzione dello spreco alimentare. Ci si immagina forse che le grandi catene di produzione e distribuzione alimentari riescano a contenere in modo soddisfacente (anche solo per evidenti ragioni di economicità aziendale) lo scarto di produzione e vendita. Non è così. Lo spreco, durante il percorso di filiera e soprattutto nei momenti e nei luoghi di distribuzione di massa, raggiunge percentuali ampiamente superiori alle due cifre. Oltremodo eterogenee le cause del fenomeno, che vanno dalla diversificata e non sempre prevedibile rispondenza del mercato a certi prodotti fino alla contingente variabilità di frequentazione di ipermercati e supermercati (un esempio banale: se piove la gente non fa la spesa e le derrate di prodotto fresco o a scadenza breve rischiano lo scarto e dunque lo spreco). Allora l’attivazione diventa non solo strategica ma anche tattica: previsioni se possibile a breve termine, tempestive soluzioni per un riutilizzo legittimo ed efficace dei prodotti di scarto. Tra le Aziende operanti nella grande distribuzione, quelle più attente e sensibili al problema già se ne stanno occupando da tempo, e non solo per ragioni di gestione imprenditoriale, ma anche per una reale volontà di individuare strategie di prevenzione e di redistribuzione dello spreco alimentare. Quindi, in una parola, anche con un approccio etico al fenomeno stesso.

Se dunque si vogliono ricondurre ad unità gli interventi della mattinata ed individuarne un comune denominatore, questo è rintracciabile nell’eticità che induce, anzi obbliga, ad affrontare il problema dello spreco alimentare. E questo è il principale messaggio che si voluto trasferire al pubblico presente ma anche agli organi di informazione, anch’essi presenti e interessati. La RAI, con tempestività, vi ha dedicato infatti uno spazio soddisfacente sia  nel Giornale Radio del Piemonte, sia durante il Telegiornale Regionale dove per oltre un minuto ( e non è poco nell’economia generale del notiziario della sera) si è parlato di spreco alimentare ma in soprattutto si è parlato di Rotary come promotore e gestore del progetto. Soddisfacente anche la risposta della Carta Stampata, in particolare di Torino Cronaca, una testata che si va sempre più affermando come giornale letto e apprezzato da un pubblico di media estrazione sociale e culturale, ovvero proprio da quella fascia di popolazione dove il Rotary non è conosciuto o, se conosciuto, se ne ha una visione parziale e distorta.

Un parola infine sulla location in cui è avvenuta la presentazione del progetto. Non nel chiuso di una sala conferenze, ma all’aperto, anche se nella confortevole accoglienza dei portici di Galleria San Federico, sicuramente uno dei luoghi aulici del centro storico torinese, ma ampiamente frequentato da un pubblico eterogeneo. Pubblico in parte comodamente seduto sulle poltroncine messe a disposizione, e in parte di passaggio ma soffermatosi attratto dal tenore degli interventi o dalla forza comunicativa delle immagini proposte. In conclusione, l’interesse è stato alto e il messaggio sull’ineluttabilità di combattere lo spreco alimentare è stato recepito. Una presentazione, dunque, quasi di strada, fiduciosamente aperta alla cittadinanza. Anche questo è fare Rotary e, vogliamo pensarlo, un bel modo di fare Rotary.

Scarica la brochure del progetto distribuita durante la presentazione.

Vedi in area stampa un articolo dedicato all'evento.