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L’ambizioso progetto “Protezione Famiglie Fragili” muove finalmente i primi passi.

Martedì 24 novembre, nella giornata rotariana dedicata alla Polio Plus, presso il ristorante “L’ultimo borgo”, il Rotary Club di Settimo Torinese ha allestito un Interclub finalizzato all’avvio ufficiale del Service presentandolo ai soci dei cinque Rotary aderenti.

Si tratta, appunto, del RC Settimo Torinese, che ne è il capofila (Presidente Carmelo Velardo), del RC Chivasso (Presidente Nanni Micca), del RC Chieri (Presidente Fabrizio Arduino), del RC Torino Est (Presidente Angelo Bay), del RC Torino Nord Est (Presidente Candeloro Buttiglione). Presente in veste di ospite ed interessato al progetto un sesto club, il RC Ciriè e Valli di Lanzo, nella persona del suo Presidente Giovanni Reviglio.

Il Presidente padrone di casa Carmelo Velardo ha introdotto la serata di fronte ad un affollato uditorio di circa centoquaranta partecipanti, ricordando l’iter del progetto, ringraziando la Rotary Foundation Distrettuale per il generoso contributo e introducendo gli ospiti e il relatore.

Famiglie fragili2Il Dott. Paolo Ghio, in qualità di responsabile del progetto, ha spiegato, in che cosa consiste.  Si rivolge alle famiglie fragili, ma cosa sono queste famiglie? “Sono nuclei -ha spiegato il medico, Past President del Rotary Settimo,- che hanno avuto la sventura di avere uno dei loro membri colpito da una diagnosi di cancro.” Queste famiglie possono diventare vulnerabili, fragili appunto. Perché oltre al grave problema affrontato sul piano sanitario attraverso la Rete Oncologica Regionale, si aggiungono altri problemi collaterali pesantissimi per la vita dei congiunti.

Il progetto è stato sviluppato su due fronti, il primo economico: ogni club ha versato una quota, più che raddoppiata poi dalla Rotary Foundation Distrettuale, con cui sono stati resi disponibili 12 mila euro, una somma importante che sarà destinata alle ONLUS che collaborano con la Rete Oncologica.

Ma è il secondo punto del piano il più importante, quello che meglio descrive lo spirito del Rotary: è stato quello di allestire un albo di professionisti e artigiani (ci sono avvocati, commercialisti, notai, mediatori culturali, consulenti del lavoro, ecc..), che metteranno a disposizione delle famiglie fragili la loro professionalità.  In altri casi, i rotariani e i loro familiari potranno donare il loro tempo libero anche per attività che possono apparire di poco conto, ma che in realtà sono molto pragmatiche. Talvolta, tanto per fare un esempio, una famiglia non può contare su nessuno che possa accompagnare in auto, da una città piemontese ad un’altra,  un malato che deve sottoporsi ad un ciclo di impegnative terapie, o i bambini a scuola, ecc..

Famiglie fragili3Il Prof. Paolo Zola ha sottolineato come il Progetto Protezione Famiglie Fragili sia parte integrante della Rete Oncologica Piemontese. Ha vigorosamente rimarcato quanto sia importante garantire le stesse possibilità di accesso alle cure ad un piemontese che vive a Cesana  come ad una altro che abita a Torino.

Ma che cos’è la Rete Oncologica Piemontese? Lo ha spiegato bene il Dott. Oscar Bertetto, che ne è il Direttore.

Le reti nascono quando tra competizione e cooperazione si trova un giusto equilibrio. La rete oncologica infatti è nata dall’esempio  di altre reti, che univano le forze di piccole realtà imprenditoriali tra loro concorrenti, ma facenti parte dei medesimi distretti produttivi. E’ accaduto nell’area del tessile del biellese ed è accaduto in quella del calzaturiero marchigiano. Grazie alla cooperazione, queste realtà sono riuscite a presentarsi sulla scena dei mercati internazionali.  Analogamente si è pensato che gli ospedali possano coordinarsi tra di loro. Oggi - ha spiegato Bertetto - c’è  bisogno di multidisciplinarietà per affrontare la patologia tumorale e se un ospedale può mettere in campo la risonanza magnetica, un altro può offrire la PET, ecc.. Bertetto ha usato la metafora che viene dal mondo circense. Bisogna pensare alla rete oncologica come la rete di sicurezza posta sotto gli acrobati ed i trapezisti che danno spettacolo volteggiando in aria. La rete serve affinché, quando il paziente cade nella patologia tumorale, si faccia molto meno male di quanto potrebbe.

La Rete Oncologica si concentra sul paziente. il Progetto Protezione Famiglie Fragili la integra, andando a supportarne il nucleo familiare e in questo modo lo stesso paziente sarà maggiormente stimolato a combattere la malattia, perché le azioni messe in pratica dal P.P.F.F. lo faranno sentire più tranquillo, molto meno solo.

Questo progetto, questo bel sogno, se darà i risultati attesi, potrà rapidamente estendersi fino ad abbracciare tutto il distretto.