Mario Quirico1

Cari Consoci, cari Amici, 

ho con questa mia lettera l'occasione, per la prima volta, di comunicare con Voi in una forma diversa dalla solita in quanto preferisco un dialogo di persona.

Cari amici,

credo che il mio discorso di tre minuti in occasione della cerimonia di consegna del Premio Caccia (10 maggio 2017) riassuma quanto ho cercato di trasmettere ai Soci in un anno di Rotary perché, insieme alle Cinque vie d’azione, alla definizione del Rotary e al “mantra” (li troverete dopo i saluti), è stato il tema ricorrente di questo anno rotariano.

Lo riporto per chi non fosse stato presente.

Cari amici,

sabato 4 febbraio andai a Serravalle Scrivia al RYPEN (Rotary Youth Program of Enrichement) un programma del Rotary International che consiste in un corso di leadership rivolto a studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni (fascia di età che normalmente non riceve insegnamenti di questo tipo). Ogni volta che vedo la pubblicità di un corso che “insegna a diventare qualcuno in breve tempo” penso a mio zio, che quando veniva a farci visita spesso raccontava una barzelletta appena sentita senza riuscire mai a far ridere nessuno dei parenti. 

A nulla serviva che dicesse “…eppure l’ha raccontata Walter Chiari e ha fatto ridere tutti!”. 

Cari amici,

sapete che (ancor più di quelle infarcite di aforismi e di citazioni dozzinali) non amo le lettere buoniste.  Penso perciò che questa lettera vi potrà sembrare un po’ diversa dalle precedenti, ma il tema del mese di aprile (che il Rotary dedica alla “Salute materna e infantile”) mi tocca da vicino essendo un medico.  Per questo motivo ho preso spunto dal “Documento sui vaccini” (che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici pubblicò quasi un anno fa) per mettere a parte del suo contenuto i Soci del nostro Distretto e l’ho integrato con osservazioni personali.