Taking care of the fragile people

Global Grant della Rotary Foundation Progetto  del Rotary Club  Biella con  i Rotary Club Valle Mosso, Viverone Lago, Valsesia, Taipei Great Pacific e Villefranche en Beaujolais, con il contributo delle R.F. D. 2031 e D. 3522

Nella provincia di Biella l’indice demografico mostra un costante incremento della popolazione che ha un’età superiore ai 65 anni. Con l’emergenza del Covid-19, questa crescita mette a dura prova i sistemi di cura tradizionali.

Il progetto si pone l’obiettivo di limitare la trasmissione di malattie infettive e ridurre i casi di complicazioni per assicurare le migliori cure agli anziani.

Diviene necessario un sistema capace di integrare il sistema sanitario con gli enti del terzo settore del territorio con le loro molteplici funzioni di supporto, per agevolare gli interventi nelle abitazioni, integrandoli con attività accessorie, promuovere la tutela sociale e sanitaria con soluzioni di soccorso urgente e favorire iniziative di servizio semi-residenziali o residenziali.

Obiettivo consiste nel rilevare situazioni di fragilità sul territorio, evitando trasferimenti e ospedalizzazioni, con il supporto di professionisti della salute e di strumentazione innovativa, e nel creare un percorso integrato tre le unità di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria e l’Ospedale di lunga degenza sulla base delle necessità dei pazienti, sempre più numerosi e fragili a causa degli interventi non riabilitati, delle condizioni dei pazienti e della riduzione delle possibilità di un nuovo ricovero.

Per approfondire

Taking care of the fragile people

Rotary Club Biella capofila con i Rotary Club Valle Mosso, Viverone Lago, Valsesia e dei Rotary Club Taipei Great Pacific e Villefranche en Beaujolais, con il contributo dei Distretto 2031 e 3522 ed il Global Grant delle Rotary Foundation.

Il progetto intende assicurare le migliori cure agli anziani che soffrono di poli- patologie, con l’obiettivo di limitare la trasmissione di malattie infettive e ridurre il casi di complicazioni.

Nella provincia di Biella l’indice demografico mostra un costante incremento della popolazione che ha un’età superiore ai 65 anni.

Con l’emergenza del Covid-19, la crescita del numero di pazienti fragili, con poli-malattie facilmente scompensabili, mette a dura prova le condizioni di cura tradizionali

Diviene necessario un sistema capace di integrare la sanità con gli enti del terzo settore che collaborano sul territorio, con le loro molteplici funzioni di supporto:

  • supporto direttamente nelle abitazioni, integrato con attività accessorie di servizio
  • soluzioni urgenti di soccorso in caso di crisi acute, a fronte di una maggiore o minore tutela sociale e sanitaria
  • iniziative di servizio semi-residenziali o residenziali

Se è utile impostare la gestione degli anziani fragili su un modello assistenziale sperimentale chi può integrare e supportare le attività del NHS con il coinvolgimento dei Medici di medicina generale sia a casa che nei casi di impossibilità di gestione della casa in RSA, attraverso l’intervento dei Medici di medicina generale, permetterebbe di intercettare le persone con comorbidità difficili da gestire, anche per ragioni demografiche altrove menzionate, che spesso affollano il pronto soccorso con conseguenti grandi difficoltà.

L’emergenza Covid 19 ha evidenziato come l’accesso al pronto soccorso e al ricovero in ospedale, se concentrate, divengono una seria criticità per il sistema sanitario, il pronto soccorso, lunità di cura intensiva non può essere affollata da pazienti con croniche e/o intrinseche fragilità.,

Per questa ragione il principale obiettivo di questo progetto consiste nel:

  • rilevare situazioni di fragilità sul territorio, evitando, il più rapidamente possibile, il trasferimento del paziente e la sua ospedalizzazione, usando il supporto di professionisti della salute, già formati ed operanti, come quello presente nelle RSA, e di strumentazione innovativa,
  • creare un percorso integrato Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria e l’Ospedale di lunga degenza del territorio sulla base delle necessità dei pazienti, finalizzato ad un maggior supporto della struttura ortopedica, spesso in difficoltà quando deve dismettere questi pazienti, sempre più numerosi, fragili per l’operazione, non riabilitati a causa delle loro condizioni generali, e della riduzione delle posssibilità di un nuovo ricovero (porta girevole) così frequente in certe malattie come lo scompenso cardiaco che raggiunge percentuali del 60% entro il primo anno in questa tipologia di pazienti.

Per ottenere gli obiettivi di cui sopra una Tele Medicina porterebbe ulteriori vantaggi, infatti,: potrebbe effettuare, durante la sana visita domiciliare o nelle case di cura, esami diagnostici, come già avviene in varie esperienze in Italia e per questo abbiamo individuato:

  • una camera a pressione negativa
  • un ecografo portatile, facile da trasportare e utilizzabile anche da infermieri