Rotary e Rotaract insieme per aiutare

Insieme per aiutare: di fronte ad un’emergenza così capillare e devastante, è questa la parola d’ordine  a cui il Distretto 2031 si vuole attenere, e di fatto si attiene, nel momento in cui tutti siamo chiamati ad affrontare una sfida piena di incognite, che coinvolge tutto il Paese.
Ma, anche da casa, il Rotary non si ferma!        

In meno di una settimana dall’appello congiunto del nostro Governatore Giovanna Mastrotisi e del Rappresentante Distrettuale Rotaract Andrea Prina, sono stati raccolti oltre 100.000 Euro, tutti destinati all’acquisto di attrezzature per fronteggiare l’emergenza sanitaria:
–  71.000 mascherine (ripartite nei tre tipi ffp3; chirurgiche; di tessuto lavabile) da destinare al Servizio Sanitario, alle Case di Riposo, alle Comunità per disabili, che verranno distribuite su tutto il territorio del Distretto.

–  2 ventilatori, completi di  umidificatori, richiesti per il tramite della Prefettura e destinati all’Ospedale Maggiore di Novara.

–  10 supporti respiratori non invasivi (c.d. Caschi di ventilazione) da destinare al Dipartimento Anestesia, Rianimazione ed Emergenza della Città della Salute e della Scienza di Torino. E ciò in sostituzione della barella a contenimento biologico (originariamente ipotizzata), in quanto nel frattempo la Protezione Civile aveva già coperto il fabbisogno di tale attrezzatura richiesto dal sistema di Emergenza Territoriale. 

  Questo il primo, significativo, risultato di una risposta immediata e generosa della stragrande maggioranza dei Club Rotary e Rotaract del Distretto, che hanno convogliato in questa raccolta fondi il forzato risparmio generato dalla mancata effettuazione delle conviviali e di altri programmati eventi aggregativi. A ciò si è aggiunto l’altrettanto generosa contribuzione del Distretto che ha indirizzato sul fondo quanto era previsto per i purtroppo numerosi eventi distrettuali non verificatisi. E infine, ma non certo ultimo, l’apporto, ancor più generoso perché proveniente da soggetti non rotariani, di coloro che (persone fisiche od enti) hanno voluto rispondere a questa chiamata in virtù della loro vicinanza al Rotary e della sostanziale condivisione dei suoi valori.

         Ma, appunto si diceva, il Rotary non si ferma. Se da un lato infatti alcuni Club, anche in questa situazione emergenziale, mantengono viva la loro “azione del fare” con progetti mirati e con valide iniziative spesso virtuosamente incentrate sugli specifici bisogni sanitari e socio-assistenziali del proprio territorio, dall’altro è innegabile che solo attraverso un impegno continuativo e soprattutto congiunto si possono raggiungere i risultati più efficaci. Di qui l’ulteriore recentissimo appello del nostro Governatore a tutti i Club affinché perseverino, anche attraverso il contributo volontario dei singoli Soci, nell’accrescere il fondo distrettuale per dare vita a ulteriori e sempre più necessarie iniziative. E, anche in questo caso, stiamo assistendo ad una pronta e altrettanto generosa risposta da parte dei Club e di singoli Rotariani.

         E il Rotary non si ferma eppure nella sua dimensione aggregativa. Mai come ora infatti dobbiamo essere grati alla tecnologia che ci consente di assaporare come reale, immediato, visivo ciò che fino a pochi giorni or sono consideravamo come meramente virtuale. Non ci si tocca fisicamente, ma ci si tocca virtualmente: ci si vede sui monitor, ci si guarda in viso e negli occhi, forse ancor più che nella prossimità reale. Proliferano infatti i contatti in rete, le videochiamate, soprattutto le videoconferenze. Anche come Rotariani, scopriamo nuove possibilità di aggregazione e nuovi modi di lavorare, in una domiciliarita’ necessitata e in una distanza reale che però, grazie alla virtualità, si annulla automaticamente.

         Stiamo dunque scoprendo nuove risorse, o meglio molti di noi stanno scoprendo le mille possibili sfaccettature di risorse già conosciute. È una scoperta preziosa, che va annoverata a valore aggiunto nelle modalità operative del nostro sodalizio e che non verrà sicuramente abbandonata nel momento della riacquisita, auspicabile normalità. Il lavoro, l’interlocuzione a distanza che stiamo ora assimilando ci consentirà, anche in un futuro che tutti speriamo prossimo, di risparmiare tempo e risorse, anche economiche.

          Tutto ciò, però, senza rinunciare a riappropriarci, appena possibile, del piacere della vicinanza fisica, dell’aggregazione interpersonale, ed anche di quella serena convivialita’ che sono elementi irrinunciabili dell’essere Rotariani. In una parola, senza rinunciare a riscoprire il piacere di stare insieme.

           In attesa di questo momento, l’obbligata (ma non sempre così spiacevole) domiciliarita’ ci fa però riscoprire altri grandi valori. Anzitutto, per alcuni quasi inaspettatamente, il valore della famiglia e della quotidianità domestica, che riecheggia il richiamo alla dimensione familiare del Rotary, evidenziato già ad inizio anno dal nostro Presidente Internazionale Mark Daniel Maloney. E poi, una ritrovata, forte e solidale, coesione (quasi addirittura un rinnovato spirito di unità nazionale), della quale il Rotary, nella declinazione dei 13 Distretti, dei suoi Club e di tutti i suoi Soci, è un imprescindibile attore, anzi decisamente un reale protagonista.

           La parola d’ordine che in questi giorni leggiamo per ogni dove è “Andrà tutto bene”. Ma andrà tutto bene solo se saremo tutti uniti e lavoreremo insieme. Il Rotary non è nuovo a queste sfide e, ancora una volta i numeri lo dimostrano, il Rotary si sta rivelando pronto ad agire.